Età Arcaica

Libro del Cuore di Drago
Età Arcaica –> 700” della Prima Epoca

In quegli anni il mondo era un luogo tranquillo e la gente viveva dei frutti della terra, di caccia e di scambi commerciali fra le varie tribù. Gli uomini vissero così per molto tempo anche se, è risaputo, ovunque gli Uomini si raccolgono ben presto emergono coloro che assumono la corona del comando.

A quei tempi non vi erano dei veri e propri regni, né casate o corone, non vi erano neppure delle vere città.

Inizialmente gli Uomini non avevano coscienza della magia, o almeno non come la intendiamo oggi, ma ci convivevano. Vi erano uomini, infatti, in grado di manipolare l’essenza stessa del creato e usarla per molti scopi. Spesso erano curatori e guide spirituali delle proprie tribù e alcuni potevano persino sfruttare il loro dono dopo la morte e rinascere.

Quando l’umanità acquisì maggiori conoscenze, l’interesse verso la magia crebbe e cominciò la ricerca del potere. Le stesse guide spirituali iniziarono ad avvertire dei cambiamenti, quali ad esempio l’amplificarsi dei loro doni.

Nonostante questi profondi mutamenti, gli Uomini continuarono a venerare i Draghi e per chiederne i favori si rivolsero a coloro che più ne comprendevano l’esistenza: i fruitori dei doni divennero così i Padroni del Fuoco, che la memoria rammenta come i maggiori conoscitori di magia, nonché gli uomini più vicini ai Draghi.

Intorno a queste importanti figure si radunarono le tribù e i popoli nomadi si fermarono nei grandi insediamenti che lentamente iniziarono a formarsi: nacquero così i primi villaggi e le prime città.

Libro dei cordogli
700” – > 1500” Della Prima Epoca

Fu l’Epoca delle Mille Città che, nonostante crescessero ad ampi balzi sotto la guida dei Padroni del Fuoco e la tutela dei Draghi, iniziarono a soffrire di un dolore sempre maggiore durante la loro evoluzione.

Dracaria pullulava di innumerevoli città-stato, di diverse dimensioni e dalle diverse ambizioni e necessità, ciascuna governata da un differente signore, il cui regno era molto spesso incredibilmente breve.

In questo periodo di turbolenze, la bramosia di sangue e violenza fece breccia nel cuore degli Uomini, che vennero influenzati dalla nuova mentalità dei Draghi, e la loro ingenua follia non si limitò soltanto alla volontà di accaparrare più risorse per la sopravvivenza: incitatati dai Padroni del Fuoco gli Uomini si spinsero fino alla guerra totale!
Poche sono le testimonianze di quei tempi di sangue e acciaio, ma dalle ceneri di quelle guerre nacque un nuovo equilibrio.

Le città e le tribù che non possedevano una guida forte come un Padrone del Fuoco combatterono comunque nel vano tentativo di riscattare la propria indipendenza, ma la loro resistenza fu simile a quella di un singolo uomo che tenti di restare immobile di fronte al flusso di una mareggiata. Poiché all’epoca possedevano poco più che lance e spade, nulla poterono contro l’irrefrenabile potenza arcana dei Padroni del Fuoco, le cui armate avanzavano sostenute dai venti della magia.

Fu quello il tempo in cui la magia assunse colori diversi, derivanti dalle energie dalle quali provenivano. Fu così che nacquero i regni che tutt’ora portano nei loro blasoni e gonfaloni il riferimento al Padrone del Fuoco che li portò in battaglia.
I territori si unirono e si divisero allo stesso tempo in sei grandi regni, ove un singolo Padrone del Fuoco, dominava incontrastato, alla testa degli eserciti dei Padroni già sconfitti o arresi.

Così videro la luce le Terre del Fuoco Rosso, Bianco, Azzurro, Verde, Viola e Nero.

Dei Padroni rimanenti non si seppe più nulla, molti perirono, altri fuggirono.
Le storie parlano di un luogo nascosto tra le montagne, un eremo senza tempo, ove la saggezza dei Padroni più antichi, coloro che scoprirono per primi i loro Doni, custodisce un antico potere, lontano dalle lotte degli uomini e dei Draghi.