Tempi Antichi – Età del Mito

Libro del Principio
I Tempi Antichi – Età del Mito

Un tempo, maestose creature, il cui spirito era stato forgiato dagli dèi e la cui forza e saggezza non erano paragonabili a quelli di nessun’altra creatura esistente dominavano i cieli di queste terre..

Esse erano chiamate in molti modi, uno per ogni lingua delle creature esistenti, ma nei racconti di cui qui si narra, esse venivano comunemente chiamate… Draghi

I draghi erano stati mandati nel mondo per vegliare su tutte le genti, la loro presenza serviva da monito, per rammentare ai popoli che mai, mai avrebbero dovuto sfidare la magnificenza del creato.

I draghi rispondevano solo al volere del più antico tra loro, la bestia che i racconti ricordano col nome di Kronox.

Kronox; il Drago Dorato era il più grande e possente di tutta la sua stirpe e la sua saggezza era pari solo alla sua rettitudine. Era l’orgoglio degli dèi e pontefice t

ra il mondo divino e quello terreno, voce delle divinità e sovrano fra i sovrani di questo mondo.

Soltanto un’altra delle creature alate era in grado di eguagliarlo, Tranox, il Drago Nero, custode della distruzione e signore del regno dei morti.

Essi vennero generati per mezzo di un uovo primordiale, un nucleo nel quale era infuso il loro divino spirito, che germinò e crebbe in potenza e vigore, fino a coagularsi nella loro prima forma fisica. Una volta spezzato l’uovo primordiale, questi primitivi draghi, ancora 

privi di ali ma forti della volontà divina, mossero i primi passi nel mondo, lasciando l’uovo alle loro spalle. Il nucleo si richiuse, mantenendo intatta tutta l’energia e la sapienza che in esso erano state infuse. Esso era e rimase per sempre un sacro sigillo, il nucleo dell’origine, l’uovo che ogni storia rammenta, da tutti chiamato Cuore di Drago. 

Furono proprio questi due esseri a dare origine a tutta la stirpe dei Draghi. Plasmando la terra e infondendovi in essa il soffio vitale, Kronox e Tranox crearono i loro simili e con essi dominarono il Mondo per secoli. La loro stessa esistenza permeava il creato, fondendo la coscienza dei sommi draghi con l’energia che pervade il tutto. 

I draghi conoscevano ogni cosa e nel loro cuore non predominavano bene o male, né desideri o passioni, benché la loro mente conoscesse ciascuna di queste cose. Il loro spirito costituiva il perfetto equilibrio fra tutte le virtù, le debolezze e le costrizioni di questo mondo, e fu proprio tale granitica quiete a consentirgli di vegliare sul mondo e sui popoli, senza che le vicissitudini terrene potessero in alcun modo scalfire la loro fermezza. Questa era la loro grandezza, questo il loro dovere…